La terapia di coppia

Che cosa spinge una coppia ad entrare in terapia?

Molto spesso è uno dei due partner a formulare la richiesta di un incontro con uno specialista in quanto giunge alla consapevolezza che i canali della comunicazione, attraverso i vari codici del linguaggio, si sono affievoliti o interrotti.

Siamo ben consapevoli che, nell’interazione tra gli individui, riveste una fondamentale importanza la capacità comunicativa che consiste in un processo dinamico e circolare che tiene conto della personalità dell’emittente e delle caratteristiche del ricevente, influenzandosi reciprocamente.

Che cosa causa l’interrompersi di una sana comunicazione all’interno di una coppia?

Paul Watzlawick, teorico della Pragmatica della comunicazione umana ha affermato, nel terzo assioma, che la natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti” dove per punteggiatura si intende ‘punto di vista'. Quest’ultimo è soggettivo e se mantenuto in posizione rigida  potrebbe inficiare il rapporto di coppia.

Spesso infatti i terapeuti assistono a dialoghi fra coniugi falsati, in cui l’uno addebita all’altra la responsabilità o la colpa della propria insoddisfazione. Per esempio il marito afferma: “Io mi chiudo in me stesso perché tu mi aggredisci”, mentre la moglie, a sua volta, percependo il comportamento del marito come causa del proprio, sostiene:” Io ti aggredisco perché tu ti chiudi in te stesso”.

In questa sequenza comunicativa che possiamo definire arbitraria e soggettiva, cambia l’interpretazione del comportamento dell’altro che viene considerato come causa del proprio. In altri termini, un determinato comportamento per l’uno viene considerato la causa e per l’altro l’effetto. I modi diversi di “ punteggiare” una sequenza possono, perciò, essere differenti e, in tal modo, generare conflitti.

Questa modalità comunicativa è molto tipica delle coppie che entrano in terapia. Inoltre possiamo rintracciare, alcuni comportamenti ripetitivi, come la mancata accettazione delle differenze reciproche, la rabbia per aver covato dei vecchi rancori, l’autogiustificazione per difendersi dagli attacchi del partner, la chiusura in se stessi.

Cosa ci si aspetta da una terapia di coppia?

Durante il percorso terapeutico i partner prendono coscienza dei loro comportamenti distruttivi all’interno della relazione ricollegandoli ad emozioni e a bisogni non riconosciuti e insoddisfatti che nascono principalmente da esperienze infantili e da modelli comportamentali appresi nella famiglia di origine e che si riversano inevitabilmente nella relazione attuale. L’approccio sistemico relazionale mira a sciogliere i nodi relazionali, attraverso un quadro trigenerazionale, considerando l’individuo come il risultato dei propri vissuti familiari.

Nel caso in cui ci troviamo di fronte all’impossibilità del dialogo e a problematiche più profonde e radicate, è necessaria una terapia individuale che rappresenti un percorso personale di crescita e di autodefinizione.

 Quest’ultimo concetto è di fondamentale importanza per ritrovare l’armonia in una coppia.

Infatti nella coppia armonica si alternano la capacità psichica di vivere la fusione con l’altro e la capacità opposta di potersi differenziare. L’ alternanza di questi due aspetti esprime un funzionamento sano della coppia che così sperimenta molteplici livelli di complicità, da quelli più intimi a quelli più attinenti ai diversi piani della realtà sociale e quotidiana.

Affidarsi ad uno specialista della terapia della coppia è necessario per chi desidera realmente migliorare la propria relazione amorosa, ritrovando nello stesso tempo l’intimità perduta. Ciò presuppone un forte impegno da parte dei partner, per un periodo di tempo più o meno prolungato, nella consapevolezza che la disponibilità al confronto determini anche una crescita personale e dell’intero nucleo familiare.


Articolo a cura della
dott.ssa Elena Michelis
Psicologa Psicoterapeuta a Cuneo

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Dott.ssa Elena Michelis Psicologa Psicoterapeuta
Cuneo

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